Pasqua in Abruzzo: le tradizioni da non perdere
pubblicata il

06/04/2021



L’Abruzzo ha una vasta tradizione culinaria e di conseguenza non possono mancare alcuni piatti tradizionali anche a Pasqua.
Si inizia con i tradizionali rustici chiamati “fiadoni”. La loro origine risale al Rinascimento, quando il cuoco (che allora aveva il nome di “scalco”, ovvero soprintendente alle cucine aristocratiche) Cristoforo di Messisburgo lavorava alla corte d’Este, a Ferrara. Messisburgo cita per la prima volta il fiadone nel suo libro “Libro novo nel qual s’insegna a far d’ogni sorte di vivande” (1557). Egli richiedeva per la preparazione un ingrediente reperibile soltanto in Abruzzo: lo zafferano. E’ in questo modo che la ricetta si è stabilita definitivamente in Abruzzo, scomparendo poi dalla sua terra d’origine. 

I fiadoni non contano di molti ingredienti, ma sono ricchi di sapore, grazie ai diversi tipi di formaggio al loro interno.  Per la pasta sono sufficienti farina, uova e sale, mentre per il ripieno basta mischiare le varietà di formaggio preferite con uova ed un pizzico di sale. 

Il menù di Pasqua, continua con i primi piatti fra i quali, per citarne un paio, il brodo con cardone e polpettine, e il timballo, che è la versione abruzzese della lasagna.  

I secondi piatti pasquali includono generalmente la presenza di agnello, alla brace o sotto forma di “agnello cace e ove”, piatto che arriva dall’antica tradizione pastorale abruzzese ed è il perfetto connubio di agnello, formaggio pecorino abruzzese, e uova, le regine della pasqua. 

In Abruzzo, il dolce pasquale tradizionale assume le due forme diverse di pupa e cavallo. Tradizionalmente venivano preparati il Giovedì Santo dalle nonne 

La pupa ed il cavallo sono il cuore della cultura pasquale abruzzese, non tanto per la loro ricetta  (semplici paste frolle) ma per il valore storico, tradizionale e sentimentale che rivestono. La storia di pupa e cavallo prende due strade diverse che vanno in una direzione religiosa o pagana. La tradizione religiosa vuole che la rottura dei biscotti nel giorno di Pasqua stia a ricordare il momento in cui Gesù spezzo il pane durante l’ultima cena per condividerlo con gli apostoli, simboleggiando lo stesso gesto di amore. 

Paganamente, invece, si fa risalire la nascita di pupa e cavallo al 1800, in occasione delle feste ufficiali di fidanzamento dei futuri sposi. Il fidanzamento veniva celebrato con la presentazione pubblica della coppia alle rispettive famiglie, ed in questa occasione, in segno di consenso all’unione, ci si scambiavano rispettivamente dolci a forma di cavallo per la famiglia della futura sposa, a forma di pupa per quella del futuro sposo.